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Il Canyon di Santa Giustina

Percorso in mappa:

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Località di partenza e arrivoChiesa di Santa Giustina nella frazione di Dermulo (Comune di Taio)
Tempo di percorrenza1 ora e 30 minuti
Difficoltàfacile
Distanza 2D2.0 km
Distanza 3D2.2 km
Quota minima389 m
Quota massima547 m
Dislivello in salita totale192 m
Dislivello in discesa totale192 m
Distanza in salita1.13 km
Distanza in discesa0.96 km
Pendenza media della salita17%
Pendenza media della discesa20%
Pendenza massima della salita46%
Pendenza massima della discesa46%


Punti di ristoro: hotel Ristorante "Victory" a Dermulo
Punti di interesse: Eremo di Santa Giustina, Diga e Lago di Santa Giustina

Profilo altimetrico:

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Descrizione del percorso:
Questo itinerario ha un forte significato storico ed è legato alla costruzione negli anni ’50 della diga di Santa Giustina che ha dato origine all’omonimo lago, oggi fulcro dell’immagine della Val di Non. Il percorso era un tempo, prima della costruzione dei cosiddetti ponti “romani”, l’unica via di collegamento tra i due lati della valle formata dal fiume Noce. Ne è testimonianza l’antico eremo di Santa Giustina, i cui suggestivi ruderi sorgono aggrappati alla parete del canyon.
E’ possibile lasciare l’automobile nel parcheggio esterno alla Chiesa di Santa Giustina di Dermulo.
Dalla destra della Chiesa di Santa Giustina si scende Via del Borgo fino a raggiungere una piccola pieve a destra della quale inizia l’antica strada romana (sentiero CAI SAT n. 529). Si segue la mulattiera in falsopiano inoltrandosi nei frutteti fino a quando questi non lasciano il posto al bosco. Il sentiero è segnalato dalle indicazioni “Eremo di S. Giustina”.
Lungo il percorso è possibile scorgere, in lontananza, il maestoso profilo della Diga di Santa Giustina al di là della quale si estende l’omonimo lago. Inaugurata nel 1951 con lo scopo di sfruttare le acque del fiume Noce a fini idroelettrici, essa è una delle più grandi dighe a volta d’Europa, dall’alto dei suoi 152,5 m. e con i suoi 16,5 metri di spessore massimo.
Il tracciato scende ripido nella vegetazione boschiva e dopo un paio di tornanti conduce ad uno slargo in parte occupato da una grotta naturale sul fondo del canyon nella quale ancora sono conservati i ruderi dell’Eremo di Santa Giustina. Il colpo d’occhio è davvero suggestivo: gli antichi muri in pietra dell’edificio oramai diroccato infatti si confondono con le pareti rocciose del vertiginoso strapiombo sovrastante. L’origine del rifugio dovrebbe essere molto antica, sebbene non esistano notizie certe della sua esistenza prima del XVI secolo. Tuttavia, se si vuole dar credito alla leggenda, il luogo sarebbe stato abitato sin dal X secolo da tale frà Secondo da Trento. Meta secolare di pellegrinaggi individuali e processioni, l’eremo venne abbandonato nel corso del XVIII secolo fino a cadere in rovina.
Il rientro avviene ripercorrendo in salita il medesimo tragitto dell’andata.
Variante: in alternativa è possibile superare l’eremo, raggiungere il fondo del canyon e attraversare il corso del fiume Noce. Conquistata l’altra sponda si risale (in poco più di un’ora) fino al centro del paese di Tassullo, collegato a Dermulo mediante il servizio ferroviario “Trento-Malè”. Questa alternativa tuttavia è consigliabile solo ad esperti, visto che si svolge su terreno sconnesso e l’attraversata del torrente Noce è spesso impedita da piene improvvise.

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