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Come festeggiamo Santa Lucia in Val di Non

Il giorno di Santa Lucia è una festa molto sentita nei nostri paesi. Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre Santa Lucia accompagnata dal suo asinello passa in ogni casa per lasciare un dono. Per i nostri bambini è il giorno più atteso dell’anno e per farvi capire il perché vi portiamo dentro le nostre case e vi raccontiamo come viviamo questa tradizione.

Perché si festeggia Santa Lucia?

Santa Lucia è una santa molto amata e venerata in Trentino e sono molte le immagini che la raffigurano nelle nostre chiese. Prima tra tutte c’è la piccola chiesetta di Santa Lucia che si trova appena fuori l’abitato di Fondo, nascosta in un boschetto nella parte alta della Val di Non. Al suo interno degli affreschi risalenti a circa il 1380 raccontano la storia della santa che rifiuta di fare dei sacrifici in onore degli dei pagani e che viene punita per la sua disobbedienza.

Ci sono delle leggende che narrano che a Santa Lucia mancassero gli occhi perché lei stessa se li strappò per non vedere le punizioni a cui era sottoposta oppure perché li regalò ad un ragazzo innamorato di lei. Per questo in alcune rappresentazioni si vede la santa con in mano un piattino su cui sono appoggiati i suoi occhi.

Ma esiste anche un’altra spiegazione alla simbologia degli occhi sul piattino ed è collegata alla data del 13 dicembre. Questa data corrisponde al giorno più corto dell’anno per il calendario giuliano, che precedeva il calendario gregoriano utilizzato oggi e per il quale invece il solstizio d’inverno corrisponde con il 21 dicembre. Noi diciamo infatti “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia!”. Il nome Lucia deriva dalla parola latina “lux” che vuol dire luce. La luce la si vede attraverso gli occhi e quindi gli occhi di Santa Lucia ci ricordano la luce che fa finalmente ritorno dopo il buio!


La tradizione di Santa Lucia nei nostri paesi

Ma torniamo ai nostri giorni. Con inizio dicembre si sente l’avvicinarsi della festa di Santa Lucia e molti bimbi accompagnati spesso dai nonni fanno visita alla chiesetta di Santa Lucia a Fondo. Qui lasciano una letterina nella scatola in ferro per le offerte murata dietro l’inferriata della finestra a destra della porta d’ingresso.

Il tardo pomeriggio del 12 dicembre invece i bambini si ritrovano nella piazza del loro paese. Con sé portano una lanterna e i “bandoni”, ossia un lungo filo con attaccati dei barattoli di latta. Comincia così la processione per le vie del paese. E’ buio e fa freddo ma la lanterna illumina la strada e camminare su e giù per le salite aiuta a scaldarsi. Il rumore dei “bandoni” trascinati a terra invece serve per aiutare Santa Lucia a capire dove si trovano i bambini. La processione va avanti fino a quando il gruppo di bambini non incontra Santa Lucia: è un momento in cui stupore e paura si mescolano. Santa Lucia è vestita di bianco e il suo volto è coperto da un velo che impedisce di vedere i suoi occhi. Santa Lucia è cieca e per questo si muove in maniera un po’ goffa mentre prende i doni dal sacco a tracolla del suo fedele asino e li consegna ai bimbi.

Emozionati i bambini tornano a casa e qui preparano il piattino per Santa Lucia. Prendono della farina gialla e dei biscotti per Santa Lucia e per l'asinello invece del sale grosso. Ogni bimbo, e anche mamma e papà, prepara il proprio piattino e lo sistema fuori sul poggiolo. Santa Lucia passerà nel corso della notte e dopo aver mangiato lascerà un dono sopra al piattino stesso.

La mattina i bambini si svegliano molto presto, se Santa Lucia ha lasciato un regalo vogliono avere un po’ di tempo per giocarci prima di andare a scuola! Emozionati si avvicinano al balcone cercando con gli occhi gli indizi per capire se Santa Lucia e l’asinello sono passati: della farina rovesciata a terra ad esempio, una scia di briciole di biscotto oppure l’impronta di uno zoccolo. Poi aprono la porta ed ecco: i piatti sono vuoti e al posto della farina e del sale ci sono dei regali! Fuori fa freddissimo ma tutta la famiglia esce in pigiama per prendere ognuno i propri regali e portarli in casa.

Noi adulti ricordiamo benissimo l’emozione di scartare i regali freddissimi, magari al calduccio delle coperte nel lettone. E ricordiamo anche la voglia di tornare a casa dopo la scuola per poter giocare con i regali di Santa Lucia.

Quest’anno così strano e particolare non ci saranno le lanterne e il rumore dei “bandoni” tra le vie del paese ma più di ogni altro anno abbiamo voglia di vedere la luce dopo tanto buio.

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