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Il paese di Cavareno e la storia dei sorci

Pare che questa non sia una leggenda ma proprio una storia vera della quale è testimone il gruppo delle sculture di legno raffigurante due grandi topi all’imbocco del paese di Cavareno!

Cavareno è un grazioso paesino a quasi 1000 metri d’altitudine nella parte più settentrionale della Val di Non. Si trova a ridosso delle grandi praterie che si affacciano sulle Dolomiti di Brenta. La sua gente è molto unita e legata alle sue tradizioni. Non tutti forse sanno però che gli abitanti di Cavareno sono soprannominati “sorsi”, ossia topi!

Il motivo che sta dietro a questo soprannome risale al 18° secolo. Il curato del paese aveva organizzato una gran festa per inaugurare il nuovo affresco all’interno della chiesa raffigurante San Giovanni Evangelista. Orgogliosa e un po’ intimorita la gente di Cavareno si raccolse nella chiesa e si diresse verso l’affresco dove il pittore compiaciuto era in attesa di raccogliere complimenti ed esclamazioni di stupore. Gli abitanti del paese alzarono gli occhi per ammirare l’affresco e restarono per un primo momento in silenzio per poi scoppiare in sonore risate.

Spiazzati il prete e il pittore si fecero largo tra la folla per raggiungere il dipinto e questa volta fu il prete stesso ad esplodere in una risata. L’artista confuso e arrabbiato non capiva perché la gente ridesse di un lavoro che il curato stesso gli aveva commissionato: la raffigurazione di San Giovanni Evangelista mentre scrive il suo Vangelo. Il prete, ancora in lacrime per le risate, fece notare al pittore che aveva sì dipinto San Giovanni Evangelista, ma che lo aveva dipinto mentre scriveva con la mano sinistra! Insomma, aveva disegnato un San Giovanni mancino! Nessuno mai aveva visto San Giovanni intento a scrivere il suo Vangelo con la mano sinistra, era una cosa ridicola e quasi vergognosa!

San Giovanni Evangelista chiesa parrocchiale di Cavareno

Il pittore si girò a controllare: avevano ragione! Ma cosa ne sapevano quei contadini delle tecniche di pittura, come osavano prenderlo in giro e deridere la sua arte! Il pittore infatti molto probabilmente come traccia per il disegno utilizzò la sua immagine riflessa in uno specchio, e questo spiega perché San Giovanni Evangelista tenesse in mano la penna con la mano sinistra!

Offeso e furibondo l’artista cacciò tutti via e si rinchiuse in chiesa. La gente tornò amareggiata alle proprie case poiché della festa con tanto di mangiare e bere sul sagrato non se ne fece nulla. Il pittore lavorò fino a notte fonda e la mattina successiva di lui non c’era più traccia.

All’alba, come in ogni paese, le donne anziane si recarono in chiesa e andarono a controllare il dipinto di San Giovanni Evangelista. Stava ancora scrivendo con la mano sinistra, o forse no? Per camuffare l’errore il pittore aveva aggiunto un calamaio di fianco alla mano in questione. Ma non solo! L’artista infatti, nel corso della notte, aveva corretto la sua opera e aveva anche disegnato un brutto topolino beffardo che sghignazzava da dietro un vaso di fiori rivolto verso i banchi della chiesa. Questo per vendicarsi e per ricordare alla gente di Cavareno che chi la fa, l’aspetti!

Entrambi i dipinti raffiguranti San Giovanni “mancino” e il topolino sono tutt’oggi conservati nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena a Cavareno. Chissà se riuscite a scorgere il topolino nascosto dietro al vaso di fiori!

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